Un projet quotidien de performance de Nadia Vadori-Gauthier

Nadia Vadori-Gauthier, la ballerina francese che danza per protesta19 janvier 2019

Auteur : Gennaro Morra

Ho conosciuto Nadia Vadori-Gauthier e la sua iniziativa grazie a un servizio del Tg3 realizzato da Margherita Ferrandino. E mi sono commosso nello scoprire che al mondo ci sono persone ancora capaci di piccoli gesti di resistenza, azioni minime con cui pensano di poter cambiare la storia, contrapponendosi alla grande bruttezza che ci circonda in quest’epoca.

L’idea di Nadia – ballerina e coreografa francese, studiosa del movimento del corpo – nasce all’indomani dell’attentato terroristico alla redazione di Charlie Hebdo avvenuto il 7 gennaio 2015 a Parigi. Una strage che provocò 12 morti e a cui la donna reagì prendendo una decisione: intraprendere una piccola protesta, un’azione politica personale con  l’intento di scalfire il mantello di pietra che sta avvolgendo il mondo. Un’iniziativa che ormai porta avanti da quattro anni.

Nadia Vadori-Gauthier e la sua danza di protesta

Nadia Vadori-Gauthier da quel 7 gennaio 2015 ogni giorno, almeno per un minuto, accende lo smartphone e si riprende mentre balla. Poi pubblica il filmato della sua performance su Vimeo, il portale di video sharing. E finora sono più di mille e quattrocento le clip condivise, che testimoniano che Nadia ha ballato davvero ovunque, da sola o con i partner più improbabili.

Nelle ultime settimane ha condiviso video girati durante le manifestazioni dei gilet gialli: in mezzo alla folla agitata e al fumo dei lacrimogeni sparati dalla polizia, Nadia danza incurante di quanto le accade intorno. Qualcuno passa e la guarda sbigottito, altri si uniscono a lei e per qualche istante la sua protesta personale si fa collettiva.

Nadia Vadori-Gauthier e quei ballerini in carrozzina

Ma visitando il suo canale Vimeo o il suo sito web, ci si rende conto che Nadia ha ballato nei posti più normali e in quelli più impensabili: sul divano di casa sua, davanti al gatto; in una macchina o in mezzo a un prato; in ufficio o al centro commerciale. Le immagini che cercavo, però, quelle che più mi avevano emozionato mentre guardavo il servizio del Tg3, la vedevano danzare distesa accanto a un uomo in un letto d’ospedale; oppure la mostravano mentre realizzava la sua performance con un ragazzo tetraplegico sulla sedia a rotelle.

Purtroppo non sono riuscito a trovare il video con il ragazzo tetraplegico, ma ne ho trovato un altro in cui la donna si esibisce con un ballerino in carrozzina. Due minuti che restituiscono tutta la bellezza di questa forma di protesta. Una piccola azione politica con cui probabilmente Nadia Vadori-Gauthier non riuscirà a cambiare il mondo, ma ci regala una speranza: ci si può ancora ribellare allo schifo che ci circonda. Anche senza urlare e mettendo in atto azioni non violente: gesti minimi, pacifici, che non fanno rumore, ma che spiazzano e placano la rabbia che ci acceca gli occhi.

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